Nascita maschile e incesto: un enigma mitologico

    Elena Fabbro (Univ. di Udine) e Ezio Pellizer (Univ. di Trieste)

     

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    Scrivi il mio primo: è la
    madre seconda del vino.
    Poi metti un arto su un arto;
    vedi la patria? È la moglie del padre!
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    Questo ingegnoso indovinello per essere risolto richiede, oltre a una precisa competenza "mitologica", anche una serie di decodificazioni su livelli diversi, dalla metonimia all'eponimia, dall'anfibologia all'omonimia. È presupposta una certa competenza sulla nascita di un dio greco, e una certa conoscenza delle vicende del re Cinira di Cipro e di sua figlia. Entrambi questi saperi erano del tutto normali, nell'enciclopedia dei destinatari greci.

    a) Per prima cosa, è necessario risolvere una sineddoche abbastanza elementare, per scoprire che il vino va sostituito con il dio del vino, cioè: Diònysos.

    b) In secondo luogo, bisogna sapere che Dioniso fu partorito in due tempi, essendo stato espulso prematuramente dal corpo della madre Semele, morta per aver voluto vedere Zeus (il padre) in tutto il suo divino fulgore. Lo stesso padre divino lo avrebbe poi cucito nella propria coscia, per portare a maturazione la gravidanza interrotta, e farlo venire definitivamente alla luce.

    La "madre seconda" di Dioniso è dunque la coscia, in greco mèros.

    c) A questo punto, il gioco è condotto sull’anfibologia, ovvero sull’uso equivoco del termine mèros, che è un'articolazione del corpo, in greco àrthron; ma àrthron significa anche "articolo", nel comune senso di operatore di un'articolazione grammaticale. L'articolo piú comune, che è anche quello adatto nel nostro caso al maschile mèros, è l'articolo masch. sing. ho, "il".

    Dunque, abbiamo: ho mèros, e basterà spostare l’accento per ottenere un nome proprio famoso come > Hómeros, raggiungendo cosí una prima parte della soluzione:

    si tratta del poeta Omero.

    d) È noto che sette città si disputavano l'onore di aver dato i natali al famoso poeta: Smirne, Chio, Colofone, Itaca, Pilo, Argo e Atene. Per trovare la soluzione alla seconda parte dell'enigma, si deve anzitutto comprendere che "la moglie del padre" è un'eroina colpevole di essersi unita in amore incestuoso con il proprio genitore: si tratta di Mirra (cfr. l'omonima tragedia di V. Alfieri). Il suo nome, in greco, suona Zmýrna, o Smýrna, ed è l'eponima della pianta aromatica che da lei fu chiamata mirra. L'infelice, dopo essersi furtivamente congiunta con suo padre, metterà al mondo come frutto del suo amore colpevole il celebre Adone, che sarà amante di Apollo, dello stesso Dioniso, e come tutti sanno, di Afrodite.

    Smýrna è poi anche una Amazzone che stava a Efeso, sulla costa dell'Asia Minore, la quale avrebbe fondato la città che da lei prese il nome.

    Dal nome di questa figlia infelice, "moglie di suo padre", si ricava facilmente che la patria (evidentemente del primo membro dell'enigma, Omero) è Smirne, e la soluzione è dunque:
    Omero di Smirne.