Nota su un enigma e un sacrificio

    Ezio Pellizer

    Ecco un esempio ingegnoso di indovinello poetico, quasi certamente a destinazione simposiale, che è del tutto intraducibile in altre lingue, perché gioca esclusivamente su fenomeni greci, cioè sull'impiego delle lettere dell’alfabeto per esprimere i numerali:

    Anth. Pal. 14. 20:

     

    <img border="0" height="28" src="/sites/default/files/indovinello/indovinello_gre.gif" width="38" />
    Se in mezzo al fuoco ardente
    ci metti il centinajo
    troverai della vergine
    il figlio e il macellajo!
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    L’indovinello si trova in una versione quasi identica, nella quale è reso ancor più difficile, mediante l’impiego in sineddoche di un nome proprio, quello di Efesto, il dio del fuoco.

    Anth. Pal. 14. 21:

     

    Gettando in mezzo a Vulcano
    il solo centinajo
    troverai della vergine
    e il figliolo, e il macellajo!

     

    La soluzione è la seguente.

    Se si inserisce la lettera corrispondente al numero 100, cioè la rho (r), nel bel mezzo della parola che significa fuoco (nella forma presente nel distico, cioè di genitivo singolare), Purov", e cioè geminando la rho, si ottiene un nome proprio, che è Pu-r-rov".

    Con un normale spostamento di accento (dall’aggettivo comune si formano così molti antroponimi), si ottiene Puvrro", che come tutti sanno, è il nome di Pirro Neottolemo, figlio di Achille e della vergine figlia di Licomede, la celebre Deidamia, nato fuori dalle nozze quando l’eroe Pelìde era stato invano - e imprudentemente - nascosto tra le fanciulle a Sciro.

    Lo stesso Pirro è poi il responsabile (e l’esecutore, secondo alcune fonti con cui questo enigma è evidentemente d'accordo, cfr. Quint. Smyrn. Posthom. XIV 304-319) della morte cruenta della vergine Polissena, figlia di Priamo e di Ecuba, trucidata senza pietà sulla tomba di Achille, per placarne l’anima corrucciata.

    Si tratta di un indovinello a sfondo matematico, ma soprattutto mitologico; e certamente, un’espressione come "il figlio della vergine" era destinata a suscitare quella giusta curiosità che sta alla base della formulazione stessa di ogni buon enigma.