Rec. Testa a Petre Dizionario

    Tiziano Vecellio, Il culto di Venere (1519) - Madrid, Museo del Prado
    Z. Petre, A. Liţu, C. Pavel (a cura di)
    Dicţionar de mitologie greco-romană. Zei, eroi, mituri
    Corint: Bucarest 2011
    Recensione di 
    Alessandro Testa
    Università di Pardubice (Cechia) - GRIMM Trieste

    Questo dizionario è l'esito di un lavoro a numerose mani coordinato da tre curatori, tra i quali Zoe Petre è primus inter pares. Di Zoe Petre, noto classicista romeno, è l'introduzione critica, che si rivolge piú al generico lettore colto che allo specialista, nonostante il costante riferimento alla letteratura storica e antropologica sulla categoria di mito e sugli studi di mitologia e religioni del mondo classico. I riferimenti bibliografici dell'introduzione non sono certamente esaustivi, ma neanche poveri, considerato l'ideale target di lettori dell'opera: l'overview mitologica di Petre prende le mosse dai padri fondatori (Nietzsche, Rohde, Tylor e Frazer) e arriva a menzionare recentissimi esegeti (Woodard e Nagy), passando per i "classici moderni" della disciplina (Dodds, Dumézil, Vernant, Vidal-Naquet, Burkert e molti altri). Una parte significativa della storia degli studi si concentra, comprensibilmente, sull'opera di Mircea Eliade, ma particolare attenzione è consacrata anche alla scuola svizzera di Walter Burkert e ai principali rappresentanti della "scuola di Parigi", studiosi che evidentemente incontrano maggiormente il favore intellettuale di Petre.

    Il dizionario si concentra quasi esclusivamente su figure mitiche, piú che su argomenti o temi di mitologia classica. Trattandosi di un'opera relativamente breve e maneggevole, per il suo genere, l'inevitabile selezione dei materiali ha talvolta determinato una certa sproporzione tra figure minori e maggiori, per tacere di una riserva ancora piú radicale e a cui per ragioni di spazio e di coerenza tematica accenno soltanto, che è quella della legittimità dell'accostamento tra "mitologia" greca e "mitologia" romana, accostamento che in realtà, per una curiosa scelta di metodo, diviene una vera e propria unificazione: mitologia greco-romana, dice il titolo (mi chiedo se non sarebbe stato piú cauto riferirsi alla "mitologia greca e romana" o alle "mitologie greca e romana", come fanno quasi tutti i simili dizionari in commercio). Questa impostazione opinabile, ma perdonabile visto il taglio dell'opera, determina una certa ambiguità nel trattamento delle voci piú importanti, cioè quelle riguardanti figure di primo piano che hanno conosciuto caratterizzazioni e "declinazioni" tanto greche che latine. Cito due casi che mi sono sembrati rappresentativi: a Zeus, giustamente, è dedicata una delle voci piú lunghe dell'opera; lo stesso vale, ça va sans dire, per Dionysos. E però, di converso, laddove anche Juppiter gode di una trattazione abbastanza corposa (e non sorprende che la maggior parte della stessa sia dedicata al suo culto, piú che alle narrazioni concernenti il dio), a Bacchus è dedicata una sola riga: "În mitologia romană, este echivalentul zeului Dionysos* [l'asterisco rimanda alla relativa voce]". È una discrepanza che, per molte ed evidenti ragioni, lascia perplessi.

    Di là dalle questioni di metodo nella scelta e nella divisione delle voci, i contenuti delle stesse sono ben redatti e strutturati in modo intelligente, anche se non originale. La letteratura primaria e secondaria delle voci è sempre selezionata - e lo è tanto piú nelle voci di personaggi rilevanti - e rimanda alle fonti antiche piú importanti e agli studi moderni piú significativi o autorevoli (anche se raramente piú recenti: i riferimenti, anche se rappresentativi, sono però spesso datati).

    Le voci esplorano senza rilevanti lacune le tre categorie dichiarate nel titolo (dèi, eroi, miti). È il caso di notare come il problema della natura epistemologicamente "ambigua" di alcune figure o racconti latini - cioè della loro parziale o totale indisponibilità a esser trattati come figure o racconti propriamente mitici -, sia risolto dagli autori in modo abbastanza ragionevole: di solito le voci riguardanti dèi ed "eroi" latini si concentrano piú sugli aspetti rituali e storici che su quelli afferenti a quella dimensione culturale esperienziale che per convenzione e comparazione (e intuizione) continuiamo a definire "mito". A esempio, le divinità romane "astratte" (Fides, Spes, Fortuna, etc.), che per completezza non potevano esser escluse dalla raccolta, sono sempre descritte brevemente e solo in relazione alla loro storia e funzione religiosa, trattandosi di personificazioni concettuali e religiose di fatto irriconducibili alla sfera mitica.

    Le voci piú lunghe sono divise in sezioni (etimologia, narrazioni mitiche, iconografia). Quelle concernenti le figure mitiche piú importanti (Dionysos, Herakles, Eros, etc.) possiedono anche delle brevi riflessioni sulla "posterità", cioè sulla loro fortuna nella cultura alta moderna e contemporanea (musica, arte, letteratura, teatro), mentre la loro eventuale presenza nella cultura popolare è del tutto trascurata.

    Uno dei pochi evidenti difetti dell'opera è la bibliografia finale, che non comprende tutti gli studi citati nelle varie voci, e che sembra avere piuttosto la funzione di integrare quella dell'introduzione. Essa, tuttavia, risulta comunque parziale e avrebbe di certo potuto/dovuto comprendere un numero maggiore di titoli (essa consta di appena 6 pagine: qualche pagina in piú non avrebbe di certo stravolto la mole e la struttura di un volume che ne conta quasi 400, e avrebbe anzi reso un buon servizio alla sua funzione generale).

    Nel mercato italiano esistono svariati dizionari di mitologia classica, mentre sono dozzine quelli disponibili nelle varie lingue europee. Particolarmente diffusi e commercialmente apprezzati quelli in Francese e in Inglese. Per citare solo tre degli esempi piú significativi, utili a una comparazione con il libro qui recensito, direi che questo, per impostazione e target di riferimento, si distingue significativamente dal nostrano DEMGOL (Dizionario Etimologico della Mitologia Greca On Line), edito e costantemente aggiornato dal G.Ri.M.M., il quale ha un'impostazione piú filologica e si rivolge di fatto a un pubblico di specialisti. Il DEMGOL, inoltre, si distingue per essere uno strumento aperto, gratuito e facilmente accessibile, costantemente aggiornabile e plurilingue.

    Il dizionario romeno somiglia poco anche all'esperimento, ormai non piú fresco ma certamente a suo modo esemplare, che fu il Dizionario delle mitologie e delle religioni (BUR, Milano 1988, traduzione italiana dell'opera francese in due volumi illustrati, opera di vari specialisti, a cura di Yves Bonnefoy, Flammarion, Paris 1981) di taglio abbastanza divulgativo ma di respiro piú ampio e connotato da un'impostazione piú interpretativa, e quindi piú attento all'esegesi storica e antropologica moderna.

    Direi invece che il Dicţionar ricorda decisamente il Dictionnaire de mythologie grecque et romaine di J.-C. Belfiore (Larousse, Paris 2003), molto simile per struttura del testo e delle voci e financo graficamente, sebbene il Belfiore sia caratterizzato da una scelta di contenuto abbastanza curiosa: nessun testo scientifico è citato nell'opera, né alcuna bibliografia di riferimento correda le diverse voci.

    In conclusione, il volume curato da Z. Petre et alii risulta essere un buon prodotto, moderatamente lungo (384 pagine) ma densamente vergato, e si presenta in un formato comodo, non tascabile come i volumi tradotti in italiano del Bonnefoy, non ampio come il Belfiore, non digitale e iper-testuale come il DEMGOL, ma agile e facilmente leggibile. Il testo è corredato da immagini che rappresentano soggetti mitici in nero su sfondo rosso. Stile e colori richiamano apertamente e volutamente l'iconografia vascolare greca, ciò che dona al libro un gradevole respiro classicheggiante.

    Il costo è modestissimo: 50 lei, vale a dire poco meno 12 euro.

    La consultazione del volume risulterà di certo piacevole e fruttuosa, non solo per il pubblico colto romeno, ma anche per gli appassionati di dizionaristica e di divulgazione, e utile anche a qualsiasi studioso di cose classiche per un veloce riferimento alle piú importanti fonti antiche su determinate figure mitiche. Il lettore italiano avvezzo alle lingue romanze, buon conoscitore del latino e armato di dizionario di Romeno e pazienza non troverà difficoltà insormontabili nella lettura.

     

    Alessandro Testa

    Università di Pardubice (Cechia) - GRIMM Trieste