La pietra di Deucalione

    Invenzione di E. Pellizer
    Trad. latina di S. di Brazzano

    da Ps. Apollod. Bibliotheca, I 7, 48

    E per ordine di Zeus, sollevando le pietre, le gettava dietro la sua testa: e quelle che gettava Deucalione, diventavano uomini, quelle che gettava Pirra, donne.

    Dal che, come metafora, i popoli (laòi) sono chiamati cosí da làas, la pietra.

    Dormivo, ero di pietra: ossa di Madre Terra. I millenni passavano, portando pioggia o aridità, infiniti silenzi o terremoti. Un giorno mi sentii sollevare, e gettare dietro le spalle di una figura strana che si muoveva - si muoveva! - per me, a una velocità folle. Un vento teso soffiava: le mie fibre di pietra presero vita. Sentivo un corpo nuovo, flaccido e pulsante, percorso da battiti, ronzíi, strane sensazioni. Percepivo - con orrore - il fluire di un liquido, non piú sopra o sotto, ma dentro di me. Gemevo bile verde e flemma, lacrime ed escrementi.
    Cubabam, saxeus eram: ossa Matris Telluris. Millennia, imbres uel siccitates, aeterna silentia uel terraemotus afferentia progrediebantur. Quondam tolli me sensi, postque tergum formae cuiusdam proici permirae, quae mouebatur! celerrime - mihi quidem - mouebatur. Certus uentus flabat: corpus meum saxeum animatum est. Corpus sentiebam nouum, flaccidum vibransque, palpitationibus, fremitibus mirisque percursum sensibus. Horrescens liquorem quemdam non amplius supra uel infra me, sed intra me fluentem animaduertebam. Viridem bilem et phlegma, lacrimas et excrementa gemebam.
    Un'altra figura dai capelli di fiamma corpulenta e femminea, vagamente oscena, gettava miei simili dietro di sé. Queste pietre allora assumevano nuove e morbide forme. Al soffio della vita, s'erano alzate in piedi, camminavano con incerta mollezza, divenute fragili e seducenti. In mezzo ad esse avrei scelto la compagna di una vita troppo breve. Per il momento ero stordito da una quantità di sensazioni, intollerabili, lancinanti. Alcune erano piacevoli, altre atroci. Il sole, la pioggia, il caldo, la paura: tenerezza e brividi si alternavano sopra di me, dentro di me, contro di me, con un deliberato accanimento persecutorio.
    Altera species, flammea capillos, ampla corpore atque feminea, ambigue obscena, pares meos post se iactabat. Tunc hae petrae se in nouas mollesque uertebant formas. Vita afflante surrexerant, incerte et lente ambulabant, fragiles blandaeque factae. Inter has electurus eram nimis breuis uitae comitem. In praesens attonitus eram propter impetibilium acerrimorumque sensuum multitudinem. Alii uoluptuosi erant, alii atroces. Sol, pluuia, aestus, metus: blanditiae ac horrores super me, in me, contra me, consulto infesta rabie uariabant.
    Maledetto Deucalione.
    Deucalionem dii perdant.